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sabato 11 giugno 2016

"Ditemi se non è il miglior metodo anticoncezionale", la foto della mamma diventa virale

Il miglior metodo anticoncezionale racchiuso in una foto. In questo modo ironizza una mamma dopo aver immortalato il figlio tra lo scaffale dei preservativi e quello dei test di gravidanza mentre lui è arrabbiato dopo essere stato sgridato.

Daniela Taylor stava cercando una medicina per abbassare la febbre, visto che l'altro suo figlio era ammalato, quando ha notato il luogo curioso in cui si era fermato il suo bambino. Il bambino, infatti, si era allontanato dalla mamma per un po' dopo essere stato sgridato. La donna, ancora un po' arrabbiata, ha subito sorriso nel vederlo tra i due scaffali e non ha potuto resistere alla tentazione della foto.«Ditemi se non è il miglior metodo di contraccezione», ha commentato divertita la mamma, come riporta Metro, annunciando di non vedere l'ora di mostrare la foto al figlio quando avrà 18 anni e sarà in grado di capire il doppio senso celato dall'immagine.

Sei gemelli appena nati attorno al papà, sei anni dopo eccoli di nuovo

Una famiglia atipica, composta da una mamma, un papà e sei figli gemelli nati nel 2010. Da neonati venne scattata una foto che li ritraeva tutti abbracciati attorno al papà sdraiato, con la mamma sullo sfondo. Un'immagine tenerissima che fece il giro del web. A sei anni di distanza papà Rozonno e mamma .

Mia hanno deciso di ripercorre quella giornata replicando la stessa foto con i bimbi cresciuti. La loro storia è anche raccontata da una pagina facebook che attraverso video e foto segue passo passo le vicende di questi sei piccoli figlioletti, tra canti, balli e giochi insieme. Tutto all'insegna dell'allegria.

martedì 7 giugno 2016

Mamma di sei figli muore di cancro, l'amica del cuore li adotta tutti

L'ultimo desiderio di Beth. «Se non accade un miracolo, terresti i miei 6 bambini, te ne prenderesti cura come fossero tuoi, tenendoli tutti insieme?» Queste le parole di Beth Laitpek - espresse poche settimane fa mentre la donna stava morendo di cancro in un ospedale della Virginia - l'amica del cuore Stephanie Culley, già mamma di tre piccoli, ha detto 'Sì'.


Ora, mentre Stephanie Culley, 39 anni di Alton in Virginia, e suo marito Donnie stanno aspettando i documenti formali che legalizzeranno l'adozione dei piccoli, la storia di questa straordinaria amicizia sta facendo il giro del web. Beth era una mamma single, i due padri dei piccoli assenti, persino mentre la donna era malata. «Quando i medici ci hanno detto che non c'era più nulla da fare ed io e Beth abbiamo deciso che avrei tenuto i suoi bimbi - ha raccontato Stephanie ai media Usa - li abbiamo portati tutti nella sua stanza di ospedale. Alla domanda di Beth su con chi volevano stare se non fosse accaduto un miracolo che la salvava, i piccoli hanno tutti indicato me. Mi ha sciolto il cuore». Beth è morta il 19 maggio. Oggi la famiglia di Stephanie e Donnie conta 9 bimbi tra i 2 ed i 15 anni.

Sta per essere aggredito da una pantera, ciò che accade dopo è incredibile

Nelle immagini, un uomo appoggiato a un muricciolo sembra non accorgersi del pericolo imminente. Dietro di lui infatti una pantera nera è pronta all'attacco. Pochi istanti e il grande felino salta verso il "malcapitato", ma non tutto è vero quello che sembra.  Nel video postato su Instagram c'è un lieto fine. L'uomo, che non è affatto ignaro di ciò che sta accadendo, si gira in tempo per schivare l'animale e alla fine lo bacia come fosse un piccolo gattino.


Come riporta il Daily Mail, il coraggioso sconosciuto è messicano, si chiama Eduardo Serio ed è il proprietario del rifugio dedicato alla tutela dei grandi felini, dal nome Jaguar-White Tiger Foundation. La pantera "dispettosa" si chiama Kal-El, lo stesso nome di nascita di Superman. Ed è in perfetta sintonia con il suo padrone.

domenica 5 giugno 2016

Demi Lovato, addio a Wilmer Valderrama dopo sei anni

Dopo Taylor Swift con Calvin Harris e Gigi Hadid con Zayn Malik, scoppiano anche Demi Lovato e Wilmer Valderrama. Dopo sei anni d'amore, i due attori hanno ufficializzato la loro rottura con un messaggio social che non lascia alcun dubbio: “Abbiamo deciso di interrompere la nostra relazione” scrivono.


“E' stata una decisione difficilissima per entrambi, ma siamo arrivati alla conclusione che funzioniamo meglio come amici. Ci supporteremo sempre a vicenda. Ringraziamo tutti quelli che ci hanno dimostrato grande affetto in questi anni. Con amore Wilmer e Demi” si legge sul loro profilo Instagram.
Wilmer Valderrama, 36 anni, e Demi Lovato, 23, stavano insieme da 6 anni. Quando si sono conosciuti Demi era una diciottenne con disturbi alimentari e dipendente da alcol e droga, e Wilmer aveva 30 annni, ma seppe starle accanto e aiutarla nel recupero. “Non sarei viva se non fosse per lui” aveva detto Demi qualche mese fa. Ora però la loro storia d'amore è arrivata al capolinea

Johnny Depp compra una villa anti paparazzi in Svizzera

Johnny Depp ha acquistato una villa in Svizzera al confine con l'Italia, a Vacallo, Canton Ticino. E' quanto rivela l'immobiliare Proto Group Ltd: "Johnny stava cercando un posto tranquillo, isolato, immerso nella natura, lontano dai fotografi e dalle polemiche delle ultime settimane". Qui a privacy è garantita da leggi severe: i paparazzi non possono entrare, verrebbero arrestati subito per molestie alla quiete pubblica.

La villa si estende su una superficie di 400 mq con un piccolo giardino ed è costata quasi 2 milioni di euro. La decisione dell'attore si deve probabilmente alla ricerca di un posto tranquillo per sfuggire alle polemiche delle ultime settimane dopo il divorzio e l'accusa di violenza domestica dalla moglie Amber Heard.

domenica 29 maggio 2016

Reece, 19 anni, ha trovato lavoro dopo 200 colloqui andati malissimo

La determinazione e la tenacia sono sicuramente delle doti che appartengono a questo ragazzo britannico di 19 anni. Lui si chiama Reece Jaconelli e ha avuto un approccio alquanto traumatico con il mondo del lavoro: è stato rifiutato e scartato in ben 200 colloqui ma, finamente, ha trovato un lavoro.

Moltissimi ragazzi della sua età, dopo un numero così elevato di rifiuti, avrebbero mollato e si sarebbero almeno scoraggiati, ma questa parola non appartiene al carattere di Reece Jaconelli. Dopo aver inviato innumerevoli curricula è stato assunto dalla società Viking che si occupa di gestire il personale di moltissime imbarcazioni di lusso, come gli yatch. "Quando andavo ad un colloquio mi hanno sepre detto che non ero pronto perchè non avevo esperienza - ha ammesso Reece Jaconelli -.Ma se nessuno mi assume come faccio a fare esperienza e diventare bravo? Ho scoperto che il mio curriculum non era abbastanza convincente e mi sono fatto aiutare da un esperto a sistemarlo".

venerdì 20 maggio 2016

La follia d'amore di Dominic e Louise: matrimonio davanti a 1.100 gatti

Un'idea che soltanto gli amanti dei gatti potranno capire: celebrare il matrimonio davanti a mille mici. Una coppia canadese, riporta la televisione ABC30 Action News, ha voluto dire il loro sì di fronte a un pubblico singolarissimo: 1100 gatti.

 Niente testimoni umani, ma solo felini, oltre a una larga partecipazione di stampa e fotografi per immortalare l'originalissimo matrimonio di Dominic Husson and Louise Véronnea al gattile californiano Cat House on the Kings a Parlier. "Condividiamo la passione per gli animali e per i viaggi - ha detto Louise ai microfoni della televisione americana- per questo abbiamo deciso di celebrare le nostre nozze qui. E' stato un sogno".

“Trattato come un mostro”, a soli 10 mesi la sua vita rovinata da una rara malattia

Una rara malattia ha deformato tutto il corpo del suo bambino di soli 10 mesi. Il piccolo Oscar Langham è affetto da una condizione medica rara, chiamata istiocitosi delle cellule di Langerhans, caratterizzata da eruzioni cutanee sparse su tutto il corpo. Per questo motivo il bambino è additato quasi come un mostro e le persone hanno paura a toccarlo temendo che le escrescenze sulla sua pelle siano contagiose. 

 A denunciare l'insensibilità delle persone è la madre stessa di Oscar, Steph Webster, che teme per il futuro del suo bambino. «Quando Oscar è nato aveva solo un paio di macchie. Abbiamo pensato che fosse normale, ma col passare del tempo aumentavano e ci siamo resi conto che si trattava di un problema più grave», ha raccontato la donna al Daily Mail. La madre teme per il suo bambino e denuncia gravi casi di discriminazione, come quando lo scorso anno, al centro commerciale, il Babbo Natale presente per le foto si è rifiutato di prenderlo in braccio.  La malattia non causa solo escrescenze cutanee ma potrebbe avere conseguenze ben più gravi, come la formazione di tumori. Non esiste una cura per la sua condizione ma i genitori non vogliono arrendersi e hanno annunciato che faranno di tutto per dare al loro bambino una vita normale.

mercoledì 18 maggio 2016

Presa la banda delle spaccate nei negozi del lusso: "Erano dei fantasmi"

Arrestati ieri 6 dei 7 ladri itineranti cileni che da «fantasmi», irregolari e occupanti illegali di appartamenti Aler, da gennaio ad oggi hanno messo a segno 5 spaccate ai danni di esercizi commerciali milanesi per un bottino totale di oltre 100mila euro. Si tratta di tre cileni, un peruviano e due argentini (uno già detenuto) di età tra i 19 e 41 anni, mentre un altro cileno 19enne è tuttora ricercato. Il gruppo era capeggiato da Gonzalo Castillo, il maggiore, argentino, tutti ladri da una vita, letteralmente: rubano dall'etá di 5 anni e, dall'adolescenza, girano l'Europa cambiando Paese ogni volta che vengono identificati.
 



Come accaduto ieri grazie all'intervento degli agenti di Polizia a seguito delle indagini effettuate dall'ufficio prevenzione generale della Questura di Milano. I fermi per indiziato di delitto sono stati emessi dal procuratore David Monti. L'accusa è di associazione per delinquere, la base, dove tornavano dopo le spaccate, dove passavano il tempo e progettavano i futuri colpi da mettere a segno è un appartamento illegalmente occupato in via Pomposa 5, in zona Corvetto.
Grazie al lavoro di monitoraggio e controllo effettuato dagli uffici, negli scorsi mesi è emerso il carattere seriale di episodi di furto con spaccata ai danni di negozi e show room di Milano, obiettivo privilegiato della banda. Allertate, le forze di Polizia hanno potuto intensificare le indagini quando durante la spaccata del primo aprile presso lo showroom di Hugo Boss in via Morimondo, uno dei cileni ha perso il cellulare. L'attività degli inquirenti, con metodi definiti da loro stessi «classici», ha quindi permesso di risalire alla vettura usata per fuggire dalle spaccate e ad identificarne gli autori.
Il modus operandi emerso negli episodi al momento accertati, prevede lo sbarrare la strada e «isolare» l'accesso alla vetrina in modo da poterla poi sfondare. Mandato in frantumi il vetro le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano i membri della banda agire «come vere cavallette» afferrando con foga tutta la merce possibile per poi fuggire a bordo di una station wagon alla base, in Corvetto. Al momento dell'arresto sono stati trovati anche numerosi oggetti per lo scasso, fiamme ossidriche, catene chiodate e parte del bottino. A quanto al momento è stato possibile comprendere, la merce veniva rimessa sul mercato tramite singoli canali, la refurtiva dell'ultimo colpo, ai danni di un negozio di occhiali di via Paisiello, risalente al 15 maggio, è stata quasi tutta recuperata. Un'altra spaccata ripresa dalle telecamere é quella effettuata il 29 aprile in corso Genova ai danni di un noto negozio di abbigliamento, in un orario in cui non mancavano persone di passaggio: prima delle 23.
Come in tutti gli altri episodi, il gruppo ha depredato i locali in una ventina di secondi. Al momento sono in corso accertamenti sia sulle modalitá e i canali di rivendita della refurtiva, sia su eventuali altri episodi da imputare ai cileni oltre ai 5 giá certi. Tutti i fermati hanno chiarito a chi li ha interrogati di non aver nessuna intenzione di collaborare. Allenati a resistere senza scucire alcuna informazione anche se sottoposti alle dure modalitá della polizia del paese natale, hanno spiegato che non sarà certo in Italia o in altri paesi europei che inizieranno a rompere il silenzio. Ladri fantasma e itineranti da sempre, pagato il proprio debito con la giustizia italiana andranno in un altro paese europeo ricominciando a vivere di furti e spaccate, da irregolari. Nei mesi trascorsi a Milano, al momento non è chiaro quando vi sono arrivati, non hanno mai comprato né pagato nulla: vitto e alloggio, cellulari e armi, e anche le auto usate per le spaccate, è risultato tutto provento di furti, rapine e reati di tipo predatorio. Gli obiettivi preferiti sono i negozi e in generale esercizi commerciali: nella loro ottica si tratta di rubare beni «risarcibili» e non di privati, recando quindi meno danno ai singoli cittadini. Gli episodi al momento contestati sono il 22 gennaio presso la Tatras Srl, il 29 marzo presso il negozio Biffi, il primo aprile presso il negozio Hugo Boss, il 15 aprile al negozio Baby Motta, il 15 maggio al negozio Occhial House.

martedì 17 maggio 2016

La coppia di anziani in viaggio per la figlia, poi vanno a ballare la techno

«Il nostro corpo può anche invecchiare ma la nostra anima non ha età».
Ha ragione da vendere Jacob Husley, dj londinese che lavora nel celebre locale di musica techno e house Fabric. Lui stesso, sulla pagina Facebook del Fabric ha raccontato la clamorosa visita di una coppia di coniugi polacchi ultrasettantenni che da Varsavia era venuta a visitare la loro figlia, residente a Watford, a pochi km di distanza dalla capitale inglese. 



 «Questa straordinaria coppia è venuta alla serata WetYourself. Entrambi hanno oltre 70 anni, e avevano acquistato i biglietti online direttamente dalla Polonia dopo aver letto una recensione sul Fabric in un giornale. Sono arrivati all'apertura delle porte e avevano intenzione di tornare a casa con la metropolitana delle 6: volevano passare tutta la notte qui!» - racconta il dj - «Li ho fatti usufruire gratuitamente del servizio bar e ho offerto loro due shot di tequila per iniziare, ma poi hanno chiesto solo tè. Sono andati anche a ballare in pista, ma per poco, perché la donna aveva problemi a camminare e usava una stampella».

venerdì 22 aprile 2016

Trova una Vespa gigante nell'armadio di casa: il suo veleno può sciogliere la carne umana

Un insetto gigante tra i vestiti nell'armadio: una scoperta davvero terrificante per una donna giapponese che tra i suoi maglioni ha trovato una Vespa Mandarinia, conosciuta anche come calabrone gigante asiatico.


La specie è originaria dell'Asia orientale e dalle dimensioni oversize: può raggiungere, nel caso della regina, i 55 mm di lunghezza, per un'apertura alare di 76 mm.

Questa specie di Vespa causa tra le 20 e le 40 morti all'anno in Giappone a causa del suo potente veleno, che inietta attraverso un pungigline che può raggiungere i 6 mm ed è in grado di corrodere i tessuti umani. La donna, che ha trovato l'insetto durante il weekend, non è stata punta e lo ha affrontato con un compasso.

giovedì 21 aprile 2016

Prince è morto: il folletto di Minneapolis trovato in ascensore. Aveva 57 anni

Prince è morto. Il corpo senza vita del cantante è stato ritrovato in un ascensore degli studio di Chanhassen, dove registrava le sue canzoni. Lo ha detto la polizia che per ora non ha dettagli sulle cause della morte. La polizia avrebbe ricevuto una chiamata alle 9.43 ore locali.
Aveva 57 anni. Era stato ricoverato qualche giorno fa d'urgenza, e il suo agente aveva parlato solo di «una banale influenza». La star aveva comunque dovuto cancellare due suoi concerti. Lo stesso agente ne ha poi confermato la morte.

Era da oltre trent'anni uno dei più talentuosi, prolifici e ingovernabili artisti della musica mondiale. Era nato il 7 giugno 1958 a Minneapolis. Dalla fine degli anni Settanta ha frequentato e sapientemente mixato i più svariati generi musicali: dal soul al funk, passando con disinvoltura al jazz, al pop e al rock psichedelico, conquistandosi una folta schiera di fedelissimi fan che seguono ossessivamente le sue gesta, impegni e intemperanze. Un talento omaggiato niente di meno che da Miles Davis, che con Prince ha collaborato in diversi momenti, paragonandolo a Duke Ellington (e facendo infuriare Wynton Marsalis).  Da For You, album di debutto del 1978, Prince ha sempre attirato l'attenzione dei fan e dei media: come quando nel 1987 pubblicò The Black Album, il cui autore doveva restare ignoto ma che, poco prima dell'uscita, fu ritirato e le sue copie mandate al macero. Non si è mai capito se Prince non fosse soddisfatto del risultato, se fosse rimasto infastidito della fuga di notizie riguardo alla titolarità dell'opera o se fosse stato snobbato dalla Warner Bros. Comunque alla fine il cd usci, ma nel 1993. Irrequieto e intransigente, Prince nel corso della sua carriera ha sempre navigato tra trionfi (Purple Rai, album e film), flop (Graffiti Bridge, suo secondo film), contratti milionari (famoso quello da 100 milioni di dollari con la Warner Bros nel 1992) e vari cambiamenti di nome (Tafkap, ovvero The Artist Formerly Known As Prince; The Artist; Symbol) per protesta contro le imposizioni delle major del disco. Per un certo periodo si è pure fatto ritrarre con la provocatoria scritta "slave" (schiavo) disegnata sulla guancia. Ma una cosa è certa: non ha mai voluto sottrarsi alla 'schiavitu« del sesso, che per un paio di decenni ha esplicitamente declinato in tutte le sue forme. Come non ricordare pezzi nati alla fine degli anni Ottanta come Insatiable e Scandalous, oppure Cream, che solo nel 2004, durante il Musicology Tour, ha rivelato di aver scritto mentre si guardava allo specchio, suscitando in alcuni il sospetto di essere gay.  Difficile crederci, vista la lunga lista di donne, belle e famose, da lui concupite: da Vanity e Apollonia (sua musa ai gloriosi tempi di Purple Rain) a Kim Basinger, conosciuta ai tempi della colonna sonora di Batman. I due sfiorarono le nozze ma i tradimenti di lui fecero naufragare il progetto. E poi Sheena Easton e Mayte Garcia, da cui nel '96 ha avuto un figlio, morto pochi giorni dopo la nascita. Particolare inquietante: Prince ha usato una registrazione del battito del cuore del piccolo nel brano Sex in the Summer. La seconda moglie di sua Maestà Prince è stata l'italo canadese Manuela Testotini. Hanno divorziato due anni fa. Ma, a parte le donne, quello che gli interessa davvero è la musica: secondo la leggenda His Purple Majesty ha nel cassetto un immenso archivio di canzoni mai pubblicate. Produce, compone, arrangia ed esegue quasi tutte le canzoni dei suoi cd, suonando tutti gli strumenti. Ed è nota la sua mania di esibirsi a sorpresa nei club dopo i concerti 'ufficialì in estenuanti jam session improvvisate. È stato uno dei primi a vendere la sua musica online, fino a decidere, però, a luglio del 2015, di togliere tutte le sue canzoni da piattaforme popolari come Spotify e Apple Music, restando solo su Tidal, lanciata dal musicista e produttore Jay Z. Tra le sue ultime fatiche, nel 2014 il doppio album "Art Official Age" e "PlectrumElectrum", l'anno scorso "HITnRUN".

Senigallia, lacrime e rose bianche per Alexandra, morta a 42 anni

Addio ad Alexandra Maich, presente anche l'ex marito, l'ex calciatore del Milan e della Nazionale azzurra Tomas Locatelli. I funerali si sono svolti nella chiesa di Santa Maria della Neve al Portone. Un cuscino di rose bianche a ricoprire una bara di legno chiaro.

  Una folla composta quella che ha partecipato alla cerimonia funebre, officiata da don Giancarlo Giuliani: «Il nostro cammino può essere crudele e pieno di dolore - ha detto il parroco durante l'omelia - Alexandra è stata strappata alla vita troppo giovane, ma la porta di Dio si è aperta e lei ora sta vivendo nell'amore. A volte chiediamo a Dio d'intervenire per sistemare le cose, ma non sempre è possibile. Il disegno di nostro Signore era un altro e noi non possiamo cambiarlo. Nemmeno con le nostre preghiere. Alexandra ora vive nella grazia del Signore e la sua famiglia deve trovare il coraggio per affrontare questo momento di dolore, che fa parte della nostra vita. Nel nostro percorso, in cui cerchiamo d'inseguire la gioia e la felicità, troviamo anche il dolore, la malattia ed a volte non riusciamo a superarla. Ogni cosa ci serve per capire, per riflettere e per sapere che la porta di Dio, esiste ed è pronta ad accoglierci».  Le lacrime sono scese lentamente sui volti dei tanti presenti che fissavano, increduli, la bara della bella Alexandra. Una donna solare, sempre con il sorriso stampato sulle labbra ed un’aria radiosa. In prima fila Giorgio ed Eleonora, i genitori della 42enne che, insieme al fratello Matteo, hanno atteso che i presenti lasciassero la chiesa. Poi, si sono stretti tra loro prima che il portellone dell’auto si chiudesse ed Alexandra partisse per l'ultimo viaggio terreno. 

venerdì 19 febbraio 2016

Il figlio è morto e il cellulare resta spento: “Apple mi sta negando parte dei suoi ricordi”

Dama, un ragazzo originario dell'Etiopia, è scomparso lo scorso settembre; due anni dopo che gli avevano diagnosticato un osteosarcoma e dopo cicli di chemioterapia. Nel 2007 era stato adottato da una famiglia italiana e pensava di essersi lasciato alle spalle le esperienze più brutte della sua vita, di quando da orfano era costretto a vagare per la strada. Il destino lo ha fatto ammalare e morire giovanissimo.

Il papà, Leonardo Fabbretti, un architetto di Foligno, sta conducendo una piccola battaglia per avere accesso a parte dei suoi ricordi in quel cellulare di cui non ha il codice d'accesso.  L'uomo ha raccontato la sua storia a Repubblica: "Quando guardo quel telefonino spento penso a una porta chiusa, Apple mi sta negando una parte dei ricordi di mio figlio, le ultime foto che ha scattato, le ultime conversazioni con gli amici. E tutto perché non conosco i quattro numeri del codice di accesso... Dama a era con noi dal 2007, da quando lo avevamo adottato dall'Etiopia, era orfano e aveva vissuto un anno in strada... Qui nella cameretta ho il suo cellulare, un iPhone 6 e non posso accenderlo, lo trovo così ingiusto... Ho contattato il numero verde di Apple più volte. Sono stati gentili, hanno aperto la pratica, mi hanno fatto le condoglianze, ma mi hanno detto che serviva il codice di accesso per poterlo accendere... Lui mi aveva dato l'accesso al cellulare con l'impronta digitale... io pensavo potesse bastare quella. Invece una volta spento ho scoperto che bisogna comunque immettere quel maledetto codice. Dentro il suo cellulare ci sono le ultime fotografie che Dama ha scattato: per me sono preziose, sono i suoi ricordi. Non posso accettare che mi siano tolti".  L'uomo si è rivolto alle associazioni di consumatori e a degli ingegneri, ha cercato siti pirata ma è stato tutto inutile. Non molla comunque: "Continuerò la battaglia per recuperare i dati dell'iPhone di mio figlio, non mi arrenderò. Era anche minorenne, io ho il diritto di accedere a quel telefonino. C'è dentro un po' della vita di Dama e non voglio che mi sia sottratta così. Mi hanno detto che l'unica operazione possibile è resettare l'apparecchio, ma così perderei i dati, si cancellerebbero i contenuti. I vecchi telefonini avevano due codici legati alla Sim, il Pin e il Puk, dimenticando il primo si poteva accedere con il secondo".

martedì 16 febbraio 2016

Sposa bambina a 12 anni, sposa un 50enne. Passanti perplessi, ma non è come sembra

Una ragazzina di 12 anni, truccata e vestita da sposa, al fianco di un uomo sulla cinquantina. Una sposa bambina, uno dei tanti casi in cui ragazzine appena adolescenti vengono unite in matrimonio a uomini più adulti, in questo caso in Libano.

Il video ha fatto il giro del mondo, indignando il web: quasi 2 milioni di visualizzazioni dal suo rilascio. Ma non era autentico, e l’uomo e la bimba presenti erano soltanto attori. Un video dimostrativo, che ha comunque avuto il merito di spostare i riflettori su un annoso problema in molti Paesi, in particolare in Libano, in Siria e non solo, il problema delle donne costrette a matrimoni combinati anche in tenera età.  Quasi 15 milioni di donne nel mondo, infatti, già dagli 8 anni, vengono costrette a sposarsi contro la loro volontà, con uomini di 50, 60 o 70 anni: secondo l’Onu, nel 2050 saranno più di un miliardo le vittime di questo orrore.

lunedì 15 febbraio 2016

"Ho sposato un uomo incontrato una sola volta 13 anni fa: il primo bacio dopo la sua proposta"

Con la sua proposta di matrimonio Steve Jones ha davvero spiazzato tutti: nessuno riusciva a credere che era pronto a legarsi per la vita a una donna che aveva incontrato solo una volta e 13 anni prima. Ha conosciuto Stephanie Cobb nella nativa Australia nel 2001. Varie circostanze e la distanza fisica impedirono loro di frequentarsi, salvo poi rimettersi in contatto due anni fa grazie a Facebook. Nessuno dei due aveva dimenticato l'altro.

Poco dopo essersi ritrovati virtualmente è cominciata una lunga relazione fatta di messaggi, chat e telefonate. A un certo punto Steve ha capito che doveva abbandonare la sua città, vendere tutto e raggiungerla. All'aeroporto di Gatwick le ha chiesto di sposarlo ed è solo allora che si sono scambiati il primo bacio. La coppia si è sposata solo sei mesi più tardi.
"Ero abbastanza scioccata quando l'ho visto in ginocchio - ha raccontato la donna - Ho detto di sì subito. Mi sembrava la cosa più giusta da fare. Poi ci siamo baciati per la prima volta ed è stato meraviglioso... Ci eravamo incontrati a Perth durante una festa e perché ero andata a trovare mio cugino. Sentivo che c'era qualcosa di forte tra di noi, ma lui aveva la ragazza e io sarei dovuta tornare a casa mia nell'arco di pochi giorni".

martedì 5 gennaio 2016

Strage di migranti in Turchia, due naufragi: le drammatiche foto dei nuovi Aylan

Le autorità turche hanno recuperato su due spiagge affacciate sul mar Egeo i corpi di almeno 21 migranti, tra cui 3 bambini, morti in due diversi naufragi. Undici corpi sono stati ritrovati sul litorale, nel quartiere di Ayvalik, mentre altri dieci sono stati scoperti nel distretto di Dikili. I migranti stavano cercando di raggiungere l'isola greca di Lesbo a bordo di due barconi.

Iracheni e algerini tra le vittime - Al momento le persone soccorse sono 68, alcune salvate in mare dai guardacoste turchi mentre altre erano riuscite a salire su alcuni frangiflutti. I migranti identificati finora sono di nazionalità irachena e algerina.

lunedì 4 gennaio 2016

“L’uomo è stupido…”. La gorilla Koko parla la lingua dei segni, il web si commuove

La gorilla Koko commuove il web. "Io sono gorilla, io sono i fiori, gli animali. Io sono natura. Koko ama uomo. Koko ama Terra. Ma uomo stupido. Koko dispiace, Koko grida. Tempo fretta. Aiutare la Terra! 

Presto! Proteggere la Terra. Natura ti osserva. Grazie". E' il messaggio lanciato al mondo da Koko, la straordinaria gorilla di 44 anni che riesce a parlare con l'uomo attraverso il linguaggio dei segni.  Koko, seguita dalla sua insegnante Panny Patterson da quando aveva un anno, conosce e utilizza oltre mille parole e, in inglese, ne capisce duemila. Dunque l'appello ripreso in un video realizzato dall'associazione ambientalista francese Noe Conservation, sarebbe proprio farina del suo sacco.

martedì 29 dicembre 2015

Lui era una promessa del calcio, lei aveva un lavoro fisso: ora vivono nei boschi

Lui ha 36 anni, con alle spalle un futuro assicurato nel mondo del calcio cui però ha rinunciato, stupendo non pochi appassionati del pallone  Lei ne ha 28 e ha deciso di lasciare il lavoro fisso alla Cospalat per trasferirsi definitivamente sulle alture di Faedis.
 È una sfida, la loro, di quelle che danno nuova speranza alla montagna transfrontaliera del Friuli; che racconta come anche in quota, tra i boschi, si può e si deve fare economia, turismo e vivere bene, senza sentirsi isolati. 


Siamo a Clap, un borgo a 684 metri sul livello del mare che in passato era densamente popolato e oggi conta solo la chiesa e alcune belle abitazioni ristrutturate seguendo la tradizione architettonica tipica locale, da cui si gode una vista mozzafiato sulla pianura friulana, fino ad accarezzare con lo sguardo la linea del mare, nei giorni in cui l’aria è tersa.  A due passi dall’edificio sacro sorge anche l’azienda agricola di questi due coraggiosi ragazzi, Luca Pantanali e Stefania Mattieligh, lui originario di Zugliano di Pozzuolo del Friuli, lei del centro di Faedis. Sono gli unici abitanti stabili di questo suggestivo borgo che vogliono trasformare in punto di attrazione per gli amanti del turismo slow, che prediligono le vacanze in relax, nel verde, a contatto con una natura rimasta incontaminata.  Dopo aver concluso gli studi di agraria, con l’aiuto della sua famiglia Luca ha deciso di seguire la sua passione per gli animali e per la vita all’aperto.«Non importa la fatica, non importano le tante ore di lavoro e i mille cavilli burocratici - dice -; questa è la mia dimensione e da sette anni lavoro duro per trasformare il sogno in realtà».  Senza rimpianti
Al suo fianco, da qualche tempo, la fidanzata Stefania: «non rimpiango la mia occupazione precedente - sottolinea -. Clap è un luogo magico, meraviglioso. L’avessi saputo prima avrei fatto questa scelta già qualche anno fa».  Il recupero di un angolo di montagna
Pantanali ha rimesso a nuovo un immobile che un tempo era di proprietà di un sacerdote del posto. Qui la coppia si dedica all’allevamento di capre, asini, conigli e maiali; cura l’orto, i frutteti, si occupa di tenere il bosco in ordine anche per ottenere una buona materia prima per il riscaldamento nei mesi freddi. A far loro compagnia cani, gatti e anche qualche tartaruga. L’obiettivo è di offrire il meglio di Clap a chi non lo conosce, attraverso la creazione di un alloggio agrituristico dove mettere in tavola i prodotti del lavoro nelle stalle e i frutti di una terra generosa, anche se arrampicata sulle montagne: salame di pecora affumicato, soppressa, ossocollo, lardo, primi a base di cereali integrali e verdure di stagione.

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