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sabato 26 dicembre 2015

Al cenone di Natale mangiano fino a svenire: 12 anziani ricoverati in ospedale a Genova

Una dozzina di anziani sono finiti ieri in ospedale a Genova per postumi del cenone di Natale.
Alcuni di loro hanno mangiato e bevuto tanto da perdere i sensi per alcuni secondi. Tutti si sono ripresi dopo essere stati sottoposti ad una terapia a base di flebo. 


Dieci chiamate per persone che accusavano sintomi di un'indigestione sono giunte al centralino del 118 dell'ospedale genovese di San Martino. Altre due chiamate sono arrivate alla centrale di Tigullio Soccorso, che fa capo all'ospedale di Lavagna. I medici, in vista delle prossime festività di fine anno, invitano gli anziani a mangiare e bere con moderazione.

venerdì 11 dicembre 2015

Sceglie di nutrire la figlia come l'uomo primitivo: "La mia piccola Grace non si ammala mai"

Tapioca e farina di riso per la piccola Grace sono decisamente superati. La bimba di 13 mesi da quando è nata, per volere della mamma, segue la dieta del paleo.
La dieta paleo è chiamata anche "dieta dei cavernicoli" ed è basata sul presunto regime alimentare degli uomini primitivi. La mamma di Grace, Shan Cooper, è attivissima su Instagram con l'account My Food Religion.  

La bimba mangia soli alimenti che possono essere cacciati, pescati o raccolti, allo stato naturale e non raffinati. Niente grano, latticini, zucchero raffinato o sale. Un regime alimentare che non tutti i pediatri ritengono però adeguato per una bimba della sua età. «Grace non si ammala mai, ha una salute di ferro», replica decisa Shan alle polemiche, che comunque non si arrestano.  In una giornata normale la piccola mangia oltre al latte per due volte al giorno, a colazione uova fritte nell'olio di cocco e verdure (patate dolci, carote, broccoli) e un quarto di avocado con crauti; per pranzo pollo biologico con verdure; come snack frutta; per cena spaghetti alla bolognese con manzo e pomodoro bio e noodle di zucchini invece della pasta. La piccola mangia anche dolci, specifica la mamma, rigorosamente senza farina e zucchero.  Shan Cooper è laureata in scienze dell'alimentazione e da anni segue la dieta paleo sulla quale ha anche scritto un libro. Il suo approccio è comuque moderato, come riporta al Daily Mail: «Non sono preoccupata al pensiero che mia figlia mangi cose zuccherose o farinose, ad esempio alle feste di compleanno dei suoi amichetti, se dovesse mangiare un toast mica mi farei prendere dal panico».

sabato 5 dicembre 2015

Soffre per 21 anni di emicranie invalidanti, ma poi scopre una cura davvero infallibile

Samantha Fisher, 25enne inglese, aveva 4 anni quando ha iniziato a soffrire di mal di testa invalidanti. Emicranie forti a tal punto, da costringerla ad assumere 11 pillole al giorno. Fino a quando non ha escogitato un metodo per eliminare il dolore davvero straordinario.   Accade a Tiverton, nel Regno Unito. Come riporta il Mirror, Angie, la madre di Samantha, legge su un giornale di una ragazza americana che con un piercing all'orecchio ha eliminato l'emicrania.

E Samantha, che a causa del dolore a volte doveva rimanere per giorni sdraiata in una stanza buia, non se lo fa ripetere due volte e prova il metodo bizzarro.  L'orecchino, chiamato "piercing daith", viene messo sulla cartilagine della piega interna dell'orecchio e si pensa che contribuisca ad alleviare l'emicrania, perché è lo stesso punto di pressione che gli agopuntori usano per alleviare i mal di testa cronici.  La ragazza, che in tanti anni era ricorsa a diversi metodi alternativi, dallo yoga ai massaggi, si fa mettere un piercing a forma di cuore e con circa 27 euro risolve il suo problema. "L'emicrania - afferma - è sparita. Ho provato sollievo dal primo momento in cui mi hanno forato l'orecchio".  Il Centro di Ricerca sull'Emicrania degli Usa ha affermato: "L'agopuntura colpisce un punto di pressione che allevia il dolore nella testa del paziente. Tuttavia l'effetto del piercing daith non è stato ancora ufficialmente studiato, quindi non si può stabilire se ci sia qualche nesso con gli effetti dell'agopuntura".

venerdì 6 novembre 2015

La piccola Layla guarisce dalla leucemia con una terapia rivoluzionaria. "Primo caso al mondo"

Un grande miracolo della scienza per una piccola guerriera. A Layla Richards, bimba di un anno malata di leucemia era stato detto che non c'era più nessuna speranza. Oggi, grazie a una terapia genica di frontiera prima sperimentata solo sui topi, Layla è viva, sorride in braccio a mamma e papà e non presenta più tracce del tumore del sangue che le era stato diagnosticato all'età di 3 mesi.

Il caso, primo al mondo, è stato annunciato dai medici del Great Ormond Street Hospital di Londra e sarà descritto al prossimo meeting della Società americana di ematologia (Ash), in programma dal 5 all'8 dicembre a Orlando, in Florida.  La terapia è stata utilizzata grazie alla collaborazione della compagnia biotecnologica Cellectis. La metodica dell'etiding genetico, che utilizza 'forbici molecolari' per modificare il Dna, è stata usata sulle cellule di un donatore sano per produrre linfociti T 'ogm' , geneticamente modificati per uccidere solo ed esclusivamente le cellule leucemiche e per essere 'invisibili' alle pesanti terapie somministrate al paziente, nonché alle sue difese immunitarie. Le cellule disegnate su misura sono state iniettate a Layla, poi sottoposta a un secondo trapianto di midollo (ne aveva già subito uno dopo che la chemioterapia iniziale era fallita) per permettere al suo organismo di riformare un sistema immunitario.  Benché sia troppo presto per definire la piccola "guarita dal cancro", la sua ripresa viene considerata "quasi miracolosa". "Un grande, grande passo avanti", dichiara Paul Veys dell'ospedale londinese.  Quando Layla è nata, nel giugno 2014, sembrava tutto a posto. La piccola stava bene, ma 14 settimane dopo è cominciato l'incubo, raccontano i genitori alla stampa britannica: la mamma ha notato che il suo cuore batteva più forte, Layla piangeva sempre, si nutriva a fatica. Pochi giorni dopo, l'esito di un esame del sangue ha dato un nome al nemico da combattere: leucemia linfoblastica acuta, tumore del sangue che nella forma pediatrica, grazie ai progressi della medicina, è diventato guaribile almeno nell'85% dei casi. Ma Layla non era fra questi. La sua malattia era aggressiva e la situazione per lei è precipitata, fino a quando i medici non hanno avuto più opzioni da proporre ai genitori, se non le cure palliative per accompagnarla alla morte.
Ed è a questo punto che è scattata la voglia di non arrendersi. Il papà Ashleigh e la mamma Lisa, entrambi 30enni, hanno deciso di dire sì a "qualcosa di nuovo". Layla "era così debole e sofferente. Dovevamo agire. Certo era spaventoso pensare che il trattamento non fosse mai stato utilizzato sull'uomo - ricorda Ashleigh - ma ho deciso di assumermi il rischio". Un atto di forza che ha innescato una serie di fortunate coincidenze: l'ospedale stava infatti già producendo le cellule di Cellectis in vista di un trial clinico. "Le avevamo nei nostri freezer", spiega Waseem Qasim, uno dei medici che ha trattato Layla.  Dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per una terapia mai testata sull'uomo, è cominciato il trattamento. "Abbiamo pregato che funzionasse", racconta Ashleigh. Poche settimane dopo la mamma di Layla era davanti alla scuola della figlia maggiore Reya, quando le arriva la telefonata del marito. "Mi ha detto: 'Ha funzionato'. E ho pianto lacrime di gioia", confessa. I medici, pur usando parole entusiaste per descrivere il caso, sono cauti. Veys precisa: "Siamo in uno stato meraviglioso rispetto a come eravamo 5 mesi fa, e anche solo questo è un grande passo, ma non significa ancora cura. L'unico modo per scoprire se lo è davvero, è aspettare 1-2 anni".

venerdì 30 ottobre 2015

Ashley, 33 anni, sta diventando una 'statua umana': "I muscoli si trasformano in ossa"

Sta diventando una 'statua umana', con i muscoli che si trasformano in osso solido. Ashley Kurpiel, 33enne americana, soffre di fibrodisplasia ossificante progressiva, una patologia rara e incurabile, che porta alla completa immobilità. Sono affette da questa malattia 800 persone in tutto il mondo.   Accade a Peachtree City, in Georgia negli Usa. Come riporta il Mirror, la ragazza a causa della malattia debilitante ha già perso il braccio destro. Ma non perde la sua determinazione: "Non so per quanto tempo ancora potrò muovermi - afferma -. Fino a quel momento però voglio vivere al massimo".

Il calvario di Ashley inizia da bambina. "A due anni e mezzo mi è stato diagnosticato un cancro - racconta -. I medici hanno rimosso quello che pensavano fosse un tumore e mi hanno amputato il braccio. Cinque mesi più tardi hanno richiamato, dicendo che la diagnosi di cancro era errata. Ero affetta da una patologia rara che colpisce una persona ogni due milioni e che fa crescere un secondo scheletro interno, rendendo l'ammalato una statua umana".  A 25 anni la ragazza perde l'uso di una gamba. "Già da adolescente - continua - ho iniziato a sentire il mio corpo irrigidirsi. E ho deciso di sperimentare di tutto prima che fosse troppo tardi". Ashley va in skateboard e pratica surf. Inoltre ha completato un percorso di 5 chilometri in sedia a rotelle. Ed è diventata ambasciatrice delle persone amputate.  "Ho avuto la possibilità - conclude - di conoscere gente straordinaria, tra cui il Dalai Lama. Cerco di vedere il lato positivo delle cose e prendo ogni giorno così come viene".

mercoledì 28 ottobre 2015

Nato senza cervello, per i medici era spacciato. Ma il piccolo Aaron ora è cresciuto e parla

Nasce con una grave malformazione cerebrale ma quello che riesce a fare stupisce gli stessi dottori. La madre del piccolo Aaron, Emma Murray, si è commossa sentendo il suo piccolo pronunciare per la prima volta la parola "mamma". 

 «Quando mio figlio è venuto al mondo i medici mi spiegarono che non c'erano possibilità che riuscisse a sopravvivere: se fosse nato con altri problemi ad altri organi le probabilità secondo i dottori sarebbero state ben superiori, ma con un cervello in queste condizioni sarebbe stato letteralmente impossibile», così ha raccontato la donna al Mirror.  Il bambino è nato con una piccola parte di cervello e questo, secondo i medici, non gli avrebbe permesso di sopravvivere. Ma Emma non si è arresa e ha sempre continuato a sperare fino a quando il piccolo di circa due anni non ha iniziato a sorridere, battere le mani e a chiamarla "mamma".  «Lui è un combattente», ha poi concluso Emma. «è ancora vivo ed ha persino pronunciato la sua prima parola».

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